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CREDITO E IMPRESE FEMMINILI

Al via il piano finanziamenti per Pmi femminili


Il Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio, Ministero dello Sviluppo Economico, Abi, Confindustria, Confapi, Rete Imprese Italia e Alleanza della Cooperative Italiane hanno firmato il Protocollo d’Intesa per lo sviluppo e la crescita delle imprese a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome.

Questo piano di interventi ha lo scopo di sostenere l’accesso al credito di oltre 1.400.000 Pmi a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome. In particolare, verranno attivati specifici plafond bancari per nuovi investimenti e l’avvio di nuove attività che potranno beneficiare della garanzia dello Stato.

Beneficiari

Sono destinatarie del piano degli interventi previsti nel Protocollo d’Intesa:

-      le Piccole e Medie Imprese (PMI), così come definite dalla normativa comunitaria, a prevalente partecipazione femminile. Sulla base dell’articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 215 e dell’articolo 1.2 della successiva circolare n. 1151489 del 22 novembre 2002, per impresa a prevalente partecipazione femminile si intende:

  • l’impresa individuale in cui il titolare è una donna;
  • la società di persone nella quale la maggioranza numerica di donne non sia inferiore al 60% dei soci; la società di capitali dove le quote di partecipazione al capitale siano per almeno i 2/3 di proprietà di donne e gli organi di amministrazione costituiti per almeno i 2/3 da donne;
  • le cooperative nelle quali la maggioranza numerica di donne non sia inferiore al 60% dei soci.

-      le lavoratrici autonome, comprese le libere professioniste.

Le PMI e le lavoratrici autonome possono operare in qualsiasi settore.

Iniziative ammissibili e contributi

Le banche e gli intermediari finanziari costituiscono uno specifico plafond finanziario dedicato alla realizzazione delle iniziative previste nel Protocollo d’Intesa in oggetto.

Ciascun Intermediario finanziario pubblica sul proprio sito internet, o mediante altri canali, l’ammontare del plafond. Provvede, inoltre, a comunicarlo all’ABI che pubblica sul proprio sito internet un elenco degli Intermediari finanziari aderenti e dei relativi plafond.

Le banche che aderiranno al Protocollo indicheranno il plafond finanziario dedicato che potrà essere utilizzato per la concessione di finanziamenti in relazione a specifiche linee di intervento:

-          “Investiamo nelle donne” – finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa ovvero della libera professione;

-          “Donne in start-up” – finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese, ovvero l’avvio della libera professione;

-          “Donne in ripresa” – finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle PMI e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

I finanziamenti possono beneficiare della garanzia della Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le pari opportunità” del Fondo di garanzia per le PMI in favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile o delle eventuali garanzie, pubblico o private, che gli Intermediari finanziari riterranno utile acquisire. In tal caso, il costo del finanziamento viene conseguentemente migliorato.

I finanziamenti sono concessi dagli Intermediari finanziari a condizioni competitive rispetto alla normale offerta in relazione ad operazioni simili e con lo stesso grado di rischio.

Il rimborso del capitale dei finanziamenti può essere sospeso, per un periodo fino a 12 mesi, nei seguenti casi: maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma; grave malattia dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma, ovvero del suo coniuge, o convivente, o dei figli anche adottivi; malattia invalidante di un genitore o di un parente o affini entro il terzo grado conviventi dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma.

I soggetti richiedenti non devono avere, al momento della presentazione della domanda, posizioni debitorie classificate dagli Intermediari finanziari come “sofferenze”, “partite incagliate”, “esposizioni ristrutturate” o “esposizioni scadute/sconfinanti da oltre novanta giorni, né procedure esecutive in corso (c.d. “imprese in bonis”).

Procedure e termini

Le domande di finanziamento previste dal Protocollo possono essere presentate entro il termine del 31 dicembre 2015 (termine di validità del Protocollo stesso) agli Intermediari finanziari aderenti all’iniziativa.

Riferimenti normativi

-      Protocollo d’Intesa per lo sviluppo e la crescita delle imprese a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome.