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CENTRO STUDI CRIMINOLOGICI

Tirocini Formativi a Mammagialla per agevolare le scelte professionali


“Tirocini formativi all’interno della Casa Circondariale di Viterbo per agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, realizzando così momenti di alternanza tra studio e lavoro nell’ambito dei processi formativi”. A renderlo noto è Confcooperative Viterbo. A promuovere e realizzare l’iniziativa è la cooperativa Centro per gli Studi Criminologici di Viterbo (CSC) che ha firmato un’apposita convenzione di tre anni con la Casa Circondariale di Mammagialla diretta da Teresa Mascolo.

“Si tratta – spiegano Marcello Cevoli e Rita Giorgi, rispettivamente Presidente e Coordinatore scientifico del CSC – di un tirocinio formativo e di orientamento rivolto agli studenti del Centro per gli Studi Criminologici. Un’esperienza che vuole intrecciare società civile e realtà carceraria, il mondo interno al carcere e quello esterno. Il tutto a partire dai valori del lavoro come forma di conoscenza e al tempo stesso come finalità rieducativa per i detenuti. L’attività di formazione e orientamento – proseguono Cevoli e Giorgi – sarà seguita e verificata da un tutor designato dal CSC in veste di responsabile didattico organizzativo e da un Responsabile di Mammagialla. Inoltre per ciascun tirocinante verrà predisposto un apposito progetto formativo e di orientamento”.

“Ancora una volta – dichiara Bruna Rossetti, Presidente di Confcooperative Viterbo – una nostra cooperativa si rende protagonista di una scelta al servizio del territorio. Una scelta forte e coraggiosa, come il mondo delle cooperative sa fare e sa fare ogni volta. In tal caso, nel pieno rispetto dell’articolo 27 della nostra Costituzione basato sul principio di rieducazione che può essere realizzato anche e soprattutto attraverso l’inclusione sociale dei detenuti. Inclusione sociale – conclude Bruna Rossetti – che si fonda innanzitutto sul rapporto tra la realtà interna e quella esterna al carcere. Una scelta che riconosce la dignità del detenuto, il carcere come luogo di formazione all’insegna della legalità e, non da ultimo, un investimento per la sicurezza delle nostre comunità”.

“Tirocini formativi all’interno della Casa Circondariale di Viterbo per agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, realizzando così momenti di alternanza tra studio e lavoro nell’ambito dei processi formativi”. A renderlo noto è Confcooperative Viterbo. A promuovere e realizzare l’iniziativa è la cooperativa Centro per gli Studi Criminologici di Viterbo (CSC) che ha firmato un’apposita convenzione di tre anni con la Casa Circondariale di Mammagialla diretta da Teresa Mascolo.

“Si tratta – spiegano Marcello Cevoli e Rita Giorgi, rispettivamente Presidente e Coordinatore scientifico del CSC – di un tirocinio formativo e di orientamento rivolto agli studenti del Centro per gli Studi Criminologici. Un’esperienza che vuole intrecciare società civile e realtà carceraria, il mondo interno al carcere e quello esterno. Il tutto a partire dai valori del lavoro come forma di conoscenza e al tempo stesso come finalità rieducativa per i detenuti. L’attività di formazione e orientamento – proseguono Cevoli e Giorgi – sarà seguita e verificata da un tutor designato dal CSC in veste di responsabile didattico organizzativo e da un Responsabile di Mammagialla. Inoltre per ciascun tirocinante verrà predisposto un apposito progetto formativo e di orientamento”.

“Ancora una volta – dichiara Bruna Rossetti, Presidente di Confcooperative Viterbo – una nostra cooperativa si rende protagonista di una scelta al servizio del territorio. Una scelta forte e coraggiosa, come il mondo delle cooperative sa fare e sa fare ogni volta. In tal caso, nel pieno rispetto dell’articolo 27 della nostra Costituzione basato sul principio di rieducazione che può essere realizzato anche e soprattutto attraverso l’inclusione sociale dei detenuti. Inclusione sociale – conclude Bruna Rossetti – che si fonda innanzitutto sul rapporto tra la realtà interna e quella esterna al carcere. Una scelta che riconosce la dignità del detenuto, il carcere come luogo di formazione all’insegna della legalità e, non da ultimo, un investimento per la sicurezza delle nostre comunità”.